RIFLESSIONI E CONTEMPORANEITA’ Villa Farsetti, Santa Maria di Sala 2010​

Nelle opere di Maria Gabriella Troilo trapela una forte espressività attraverso la quale l’artista imprime di sé il reale. La sua è una visione soggettiva nella quale gli imput possono provenire da ogni dove. La stessa conoscenza artistico-visiva formatasi negli anni – le tante opere viste, studiate e indagate sin nel profondo con una vera passione per l’arte – porta alla crescita dell’individualità espressiva. Il soggetto viene reiterato fino a quando non sente di essere riuscita a “dominarlo” e a giungere ad una piena interpretazione.

Quando Maria Gabriella Troilo sceglie di tradurre nel suo linguaggio il soggetto del bue scorticato ha ben chiari nella mente i grandi precedenti, a partire da Annibale Carracci che nel 1585 ripropone il soggetto fiammingo della “macelleria”. La carcassa del bue è inserita in un ambito che – nonostante la crudezza del soggetto – risulta realistico perché contestualizzato. Agghiaccianti sono invece le quattro versioni eseguite negli anni 1925-30 da un altro grande artista che ha proposto la tematica del corpo scorticato e sanguinante del bue: Chaim Soutine. Quest’ultimo si portò nello studio una carcassa d’animale per dipingerla dal vero. Le opere che creò sono di una forza estrema ed il bue dal corpo dilaniato è ripreso in primo piano come unico soggetto della tela. Dipinse ininterrottamente fermandosi solo per versare, sulla carcassa ormai in putrefazione, del sangue per rinnovare gli splendori vermigli.
Anche nelle opere di Maria Gabriella Troilo il corpo del bue scorticato è in primo piano e si staglia su un fondo scuro accentuando così la resa dei colori accesi ed espressivi. Proprio la moderna mancanza di contestualizzazione e di riferimenti spaziali e prospettici, a differenza del Carracci, fa sì che l’unico protagonista dell’opera entri in diretto contatto con lo spettatore, senza intermediazioni e in modo quasi prepotente. L’artista è particolarmente attratta da tematiche dal grande impatto emotivo, il suo è un atteggiamento volitivo dove il colore viene dato su supporti pittorici di grandi dimensioni che permettono il pieno evolversi del gesto ampio ed energico. In tutti i suoi “cicli” il soggetto viene isolato, quasi a volersi concentrare unicamente su questo senza ulteriori distrazioni.

Altra tematica sulla quale s’incentra il suo interesse è il corpo umano tradotto in possenti e titaniche figure femminili che non seguono i tradizionali canoni estetici e di proporzione. La loro muscolatura fortemente accentuata e la contorsione del corpo in movimento ricordano certe figure michelangiolesche.
La colossalità delle forme, la torsione creata dalla direzione opposta tra gambe e braccia, fa ottenere un equilibrio composito fondato sulla dissonanza. Tutti questi elementi rimandano alla Maniera quando la crisi degli equilibri storici ricade sull’arte rivoluzionando i classici rapporti aurei nonché il concetto stesso di bellezza che da oggettivo si fa soggettivo. In ciò la Troilo è molto Manierista ma di un Manierismo che parla un linguaggio assolutamente contemporaneo, le sue figure cercano più l’espressività che non la bellezza o la naturalezza, in esse si porta all’estremo sviluppo la forma quale emblema intriso di valore simbolico. La sua è un’umanità al femminile ancora più forte quando descrive il grande dono della creazione nel ciclo delle maternità. Esse hanno un ventre gravido volutamente accentuato, sferico, ma sono acefale perché il simbolo della grande Dea Madre non ha volto umano e racchiude il grande mistero, l’unico immenso potere: quello di dare la vita.

Le forme da lei descritte vengono condotte alla massima espressività ma non sono mai deformate in quanto questo presupporrebbe un’implicazione interpretativa che esse non hanno: non parlano di una poetica del brutto, espressione piena di un’umanità caduta – come fa l’espressionismo tedesco – ma piuttosto la sua è una nuova estetica intrisa di simbolica potenza. È un’umanità al femminile che si riscatta e si impone in tutta la sua forza.  

Allestimento

Allestimento
Sibilla, Tecnica mista, 220x150cm

Donna seduta

Acrilico su carta
100x150cm